Carmen direttore artistico dell'Etna Music World
Poco tempo fà avevamo annunciato che Carmen a Marzo avrebbe partecipato all'Etnafest2007, la quinta edizione del festival Catanese come direttore artistico in "Musica Popolare".
Ecco cosa scrive Carmen direttamente dal sito Ufficiale per L'Etna Music World:
Mentre lavoravamo ad una canzone scritta a quattro mani, Angelique Kidjio ed io non smettevamo di sorprenderci delle somiglianze tra le consuetudini siciliane e quelle del Benin – il paese da cui Angelique proviene. I suoni, i profumi e i sapori delle nostre terre ci avvicinavano ulteriormente.
Ho avuto il privilegio e la fortuna di lavorare con molti grandi artisti provenienti da diversi paesi e culture e ho apprezzato ogni volta di più il piacere della vicinanza umana ed artistica, il piacere e il fascino della ricchezza culturale che emana ogni specificità. E’ già un millennio che ripetiamo che il Mediterraneo è la culla della cultura, ma talvolta ignoriamo chi ci sia realmente dall’altra parte del mare.
Catania, la città che mi scorre nelle vene, mi sembra un terreno ideale per questi incontri e l’Etnafest è una grande opportunità per tutti noi; ho pensato così di dare sbocco a questa naturale inclinazione della città verso l’incontro, provando a disegnare il suo primo festival di world music: un momento per riaffermare la nostra identità, per avvicinarla e confrontarla con altre tradizioni musicali italiane, per prestare l’orecchio ai suoni che ci arrivano oltremare.
L’Etna Music World si svolgerà su tutto il territorio etneo, aprendosi il 18 marzo a Catania presso lo spazio Le Ciminiere. Il concerto vedrà esibirsi sul palco per la prima volta l’ Etna Orchestra, insieme a 10 ospiti che si fanno diversamente interpreti di alcune tradizioni musicali regionali italiane: i lombardi Davide Van De Sfroos e Mauro Ermanno Giovanardi detto Joe, voce dei La Crus; il romano Remo Remotti e il grande organettista toscano Riccardo Tesi. A loro si uniranno la voce del napoletano Raiz, il quartetto di voci femminili Faraualla dalla Puglia e il calabrese Beppe Voltarelli, fondatore e voce del gruppo Il parto delle nuvole pesanti. Ed ancora: la voce intensa di Elena Ledda accompagnata dal chitarrista Mauro Palmas e il maestro Luigi Lai, il più grande suonatore di launeddas ancora in attività. Ed infine Alfio Antico, straordinario suonatore di tammorra.
Lo spazio della musica etnica internazionale toccherà vari paesi bagnati dalle acque del Mediterraneo.
Il 19 marzo al Teatro Excelsior di Paternò suonerà la spagnola Concha Buika. Originaria dell’isola di Mallorca - dove è cresciuta in una comunità gipsy - si è imposta subito all’attenzione del mondo della world music con Mi Nina Lola che unisce tradizione flamenca a sonorità jazz e funk.
Il 20 marzo al Teatro Rex di Giarre il gruppo Radiodervish, fondato oltre 10 anni fa dal pugliese Michele Lobaccaro e dal palestinese Nabil Salameh, che ha fatto della contaminazione tra le varie sponde del "mare magnum" la sua poetica.
Il 21 marzo, venerdì santo, il tunisino Dhafer Youssef, proporrà un concerto ricco di spiritualità, avendo ogni suo lavoro una caratteristica di preghiera, di musica che tende alla trascendenza.
Il 26 marzo al Teatro Politeama di Caltagirone sarà la volta della Tangeri Cafè Orchestra, nuova formazione diretta da Jamal Ouassini, violinista e compositore, che ha riunito otto musicisti di provenienza diversa in un ensemble che intesse nuove sonorità e ritmiche arricchite dal dialogo con altri linguaggi musicali.
Il 27 marzo al Teatro Turi Ferro di Acireale i miti, le leggende e le canzoni tradizionali turche verranno interpretate dalla cantante di origine curda Aynur.
Il 28 marzo al Teatro Bellini di Adrano salirà sul palco “the queen of Gypsies”, Esma Redzepova accompagnata dalla Ensemble Teodosievski, un autentico mito per tutte le comunità gitane del pianeta. Di origine macedone, è nota anche per il suo impegno umanitario che l’ha vista candidata al Nobel per la Pace 2002.
Sabato 29 marzo grande festa di chiusura a Le Ciminiere di Catania con l’ Orchestre Populaire Méditerranée, fondata a Montpellier da Philippe Le Floch, che ha richiamato attorno a sé strumentisti, cantanti e danzatori da varie parti del Mediterraneo per tracciare insieme un repertorio che spazia dal fado, al flamenco, alle tarantelle italiane fino alle musiche greco-ottomane, klezmer e magrebine.
Fuori dal festival, dal 29 al 31 maggio, ci sarà ancora un evento: “Terra che non senti”, un omaggio all’immensa Rosa Balistreri, articolato in mostre, incontri e un grande concerto finale, dove alcune delle più interessanti voci femminili italiane - Giorgia, Gianna Nannini, Paola Turci, Marina Rei, Ginevra di Marco - interpreteranno alcune canzoni di Rosa. Un omaggio a lei, ma anche un grande regalo che facciamo a tutti noi.
|