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Ultimo utente: Coikefetout
Data: Mercoledi' 21 Maggio 2003
Civitanova Poesia 2003 - Premio della Giuria a Carmen Consoli

“Per la qualità della scrittura poetica e musicale, dalla capacità tipica di ogni artista di provare ancora stupore di fronte alla vita. Nelle storie raccontate nelle sue canzoni, traspare la consapevolezza della fine delle cose, unita sempre alla volontà di lottare, di crescere e di ricominciare” .

Con questa motivazione, il 21 Maggio scorso “Civitanova Poesia” ha conferito a Carmen Consoli il Premio della Giuria. UniBox , come al solito, si è intrufolato anche stavolta ed è riuscito ad ottenere questa breve intervista.

Carmen Consoli tra musica e poesia. Oggi Civitanova ti da un importante riconoscimento per la scrittura poetica. In realtà sei conosciuta come la “Cantantessa”… Una sorta di via di mezzo tra Cantautrice e Poetessa. Ma qual è la tua vera anima?
No, in realtà, la verità è che “Cantantessa” è un mix tra Canessa e Cantante… per cui siccome quel giorno nn è che stessi cantando molto bene.. il fonico inglese disse: “ Fate stare zitta la Canessa, perché la Cantantessa deve cantare”.

Da dove nascono le tue canzoni?
Semplicemente così, naturalmente… Non so nemmeno se dire che osservo, non so nemmeno se dire che è un lavoro… Non so come dirti… E' una esigenza, un urgenza creativa… Nascono da un'urgenza.

Rimaniamo un attimo nell'ambito linguistico; nel penultimo album (“Stato di necessità”) ti sei anche cimentata nell'incisione in Francese di alcune tue canzoni. Voglia di sperimentazione o la lingua Italiana non riusciva più a filtrare emozioni che desideravi trasmettere?
Ma.. le lingue cambiano… Il timbro vocale… Addirittura cambiano proprio la voce. Ogni lingua fa suonare lo strumento vocale in maniera diversa… Per cui sono sempre stata attratta da lingue diverse per il suono… Come sono sempre stata attratta da chitarre diverse… Non è che suono una chitarra sola. Ecco per me l'italiano è la mia lingua ma, mi condiziona ad una timbrica ben precisa che è dell'italiano. Se canto o in Inglese, o in Francese o in Spagnolo, ho una voce diversa.

Nell'ultimo album hai collaborato con Max Gazzè. Ricordiamo poi l'amicizia con Paola Turci e Mario Venuti (in “Mai come ieri”). Quanto sono importanti, in musica, le collaborazioni artistiche?
Assolutamente nutrirsi dell'esperienza dell'altro è importante. E' il confronto.

Nei tuoi concerti parli sempre poco ma quando canti emani sempre una grande energia. Cosa comunica di più: tante parole o una singola canzone?
Dipende. Se è sentito, tutto… Infatti non si può generalizzare e dire: “E' meglio che un cantante non parli” o “è meglio che uno che parla, non canti”… Insomma, dipende. Secondo me qualcosa ha valore dal momento in cui è autentica… E' veramente sentita… Se no diventa in più, diventa inopportuna.

Progetti per il futuro?
Progetti per il futuro…Che bella domanda mi facesti! Devo provare… Stiamo provando per il tour...
Perfetto, grazie.

(Samuele Baccifava)

FONTE:Baskerville




 
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