E’ l’asso pigliatutto dei Festival estivi
E’ l’asso pigliatutto dei Festival estivi: Arezzo, Jesolo, Imola, Monza e chissà quanti altri. Carmen Consoli porta in giro la sua musica da professionista, suonando laddove la invitano. Le canzoni si sono fatte spazio nel pubblico, il gruppo la segue da dieci anni, e la voglia di suonare è ancora quella degli inizi: Carmen la girovaga sale ogni sera su un palco diverso, però, in cuor suo, pensa già a quando potrà riposarsi un po’ e scrivere nuove canzoni. L’importante, se la invitate a un Festival, è non farle cenni una volta sul palco per dirle che ha ‘sforato’: potrebbe diventare una tigre…
Come ti trovi a suonare ai Festival?
Bene, normalmente mi emoziono molto, per cui all’inizio del concerto stento sempre un po’ a lasciarmi andare completamente. Poi però le cose migliorano rapidamente. Mi piacciono i Festival, forse perché nel mio immaginario sono una cosa che ha sempre avuto a che fare con la musica. L’odore dei camioncini che vendono roba da mangiare, la gente accampata che segue i concerti, la fila per prendersi una birra…è bellissimo! Compreso il fatto che possa piovere, visto che tutti i grandi Festival sono famosi anche per le giornate di pioggia Stare nel backstage mi ha ricordato i primi festival che facevamo come band, il fare parte dello spettacolo però senza avere la responsabilità totale di come andrà la giornata: il fare la propria parte e basta, come dei veri musicisti.
Hai un tour estivo molto fitto: c’è qualche particolarità nello spettacolo?
Be’, anzitutto devo dire che il tour estivo che faccio nasce proprio all’insegna del lavoro: visto che il mio lavoro è fare il musicista, ho deciso che dovunque ci sarà da suonare io suonerò. Spero di farlo al meglio e sempre, visto che per la mia mentalità io farei duecento date all’anno, e non le solite venti in primavera e altre venti in autunno.
In Italia partecipi a tutti i Festival, da Imola a Arezzo Wave a Monza: problemi di ‘convivenza’ tra le varie cose?
Non mi sembra, e poi io comunque mi interesso soltanto della parte musicale, voglio restare fuori il più possibile da ogni tipo di calcolo. Dove mi chiamano vado e cerco di dare il meglio.
Tre album, spettacoli televisivi, tanti concerti: a che punto ti senti della tua carriera?
con voce da star annoiata cioè in effetti mi sento ad un punto critico…non è che me la tiro, me la tirano gli altri… - poi ritorna a parlare normalmente - scherzi a parte, sono contenta. Dopotutto mi sto divertendo: se ci pensate io ero una ragazza di Catania, quasi di paese visto che vivevo a San Giovanni La Punta, e facevo la mia musica. Ho avuto molta fortuna a riuscire a viverci, anche perché a scuola non ero molto brava, per cui l’idea di andare a scuola, darmi le materie, studiare, e crearmi il sabato sera l’uscita con gli amici, la domenica la pizza e il mercoledì il cinema perché costa di meno mi rattristava un po’. Invece sono stata fortunata: vivo della mia musica, suono con i miei amici Massimo, Santi, che mi seguono da dieci anni… finché va va.
Uno dei tuoi più recenti singoli si intitola “Eco di sirene”, ed è una canzone che ha per argomento la guerra. Il riferimento più vicino è quello della guerra in Kosovo, che sembrerebbe finita…
E’ finita, finalmente, e comunque la canzone l’ho scritta quasi un anno e mezzo fa, e mi dispiace che sia stata una triste previsione. Alla fine credo che l’unica via sia quella di scegliere la pace. Non dico niente di nuovo quando dico che alla fine a pagare è sempre il popolo, che sia vincente o perdente, ci si troverà a brindare sulle rovine. Io l’ho scritto pensando anche ad altre guerre, tutte accomunate dal fatto di dover subire delle decisioni prese da qualcuno che sta comunque sopra di noi e di non sapere gli scopi, spesso indegni, che ci sono dietro. E’ il fatto di essere manovrati che mi indigna.
Bel disco=bel concerto: è un’equivalenza che può funzionare?
Per quanto mi riguarda no, nel senso che mi è capitato spesso di assistere a splendidi concerti da parte di gruppi il cui cd non mi entusiasmava per niente, e anche il contrario molte volte ho amato dei cd e poi, quando ho visto il gruppo esibirsi dal vivo, mi sono trovata decisamente meno coinvolta. Ad esempio i dischi dei Pearl Jam non mi erano mai piaciuti su disco, ma quando li ho visti dal vivo mi sono piaciuti molto.
Cosa pensi di artisti come Marilyn Manson?
Be’, lo trovo interessante e destabilizzante. Non mi piace molto l’aspetto truculento della sua musica, però per il resto non mi sembra neanche male, dopotutto è un personaggio ben studiato, a giudicare da quanti vanno a vedere i suoi concerti. Uno può stupire in due maniere, o con la bellezza eccessiva o con le cose terrificanti, tipo film del terrore, che non a caso piacciono quanto le soap-operas.
Tre dischi in tre anni, e durante i concerti estivi stai già suonando dei brani inediti: significa che a breve arriverà un nuovo album?
Non lo so, dipende da quello che scriverò durante l’estate. Devo raccogliere molto materiale e svilupparlo.
Come te lo immagini il disco nuovo?
Non lo so… spero che rifletta il mio stato d’animo del prossimo anno. A dirvi la verità spero un po’ di tranquillizzarmi… |