La biografia di Carmen tramite le parole di un critico musicale.
Cosa nasce dall'amicizia di un giornalista e critico musicale di ventennale esperienza ed una delle più eclettiche e - a quanto pare logorroiche - artiste del panorama musicale italiano? Oltre all'amicizia, di cui più volte si parla in queste pagine, anche un libro, discreto e per appassionati, dedicato all'artista in questione. E' "Quello che sento", biografia (quasi autobiografia) della giovane Carmen Consoli, rockstar tra le mura domestiche dalla più tenera età, figlia di un amante di Modugno e B.B.King, cresciuta nel fecondo guscio di una casa piena di note e di corde e approdata sui palcoscenici di tutta Italia. Il puntiglioso Guglielmi ci porta a conoscere il percorso di Carmen, dalla prima chitarra imbracciata all'anfiteatro di Taormina del concerto del luglio 2001, infilando qui e là nel racconto i flash back della loro amicizia, delle loro chiacchierate. Un viaggio mai noioso nella crescita umana e professionale della cantante, dalla militanza cattolica in Comunione e Liberazione alla cotta per il vicino di casa, dalle difficoltà a scuola alle passioni musicali (inconsuete, tutto sommato: Venditti, Baglioni, gli Wham nei primi anni), dal rapporto con i genitori alle prime esibizioni nei club con i gruppi di una Catania in eccezionale fermento musicale. C'è un po' di tutto, come in ogni biografia che si rispetti, dall'amore al sesso, dalle delusioni allo smarrimento esistenziale. E anche qualche retroscena che svela le regole a volte impietose del mondo musicale, delle grandi case discografiche, del colorato can can sanremese. Un po' prematura forse come operazione, per un'artista che ha fatto, con intensità certo, i primi passi nel grande mondo della musica solo pochi anni fa. Ma un oggetto imperdibile per i numerosi fans della "cantantessa" (come lei stessa ama definirsi), per capire la genesi delle sue canzoni, il significato nascosto dietro ognuna di esse, le gioie e i dolori di una giovane rockeuse italiana.
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